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L'essenza della Vita

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Spiritualità

La vita negli esseri viventi si distingue da ciò che si pensi essere Non-vita per qualcosa che non abbiamo ancora scoperto. Secondo le attuali conoscenze, l'essere umano, ad esempio, è costituito per almeno un buon 99,99% del suo volume da vuoto...esatto, nulla. Se si potesse comprimerlo ne resterebbe un concentrato microscopico invisibile ai nostri occhi.

Infatti l'Uomo è fatto di atomi ed ogni atomo ha un volume di vuoto pari al 99,99%. A questo si devono togliere le microparticelle che alla velocità della luce sfrecciano attraverso ma che hanno una massa che anche i fisici più pignoli nelle loro formule più intricate indicano come "nulla".

È già abbastanza illuminante sapere che siamo fatti di quasi nulla, ma diventa ancor più stimolante sapere che non siamo quello di cui siamo fatti. Cosa? sì, rileggere prego. Infatti si immagini che in questo momento, nell'istante numero 1, il corpo sia costituito da tutti gli atomi che lo compongono. Con il passare del tempo tali particelle cambiano e il corpo si rinnova. Già dopo qualche mese la maggior parte degli elementi che vi erano sono stati sostituiti. Dopo qualche anno nessun atomo presente nell'istante 1 vi è ancora. Come possiamo dire di essere NOI se tutto quello che ci formava non c'è più? Alla luce di questa semplice rivelazione sembra che l'IO non sia il corpo in senso materiale ma piuttosto l'informazione che lo compone. Qualcuno potrebbe pensare al DNA, ma anch'esso muore insieme alla cellula che lo trasporta, piuttosto prima di morire passa l'informazione a un nuovo gruppo di atomi che è in attessa di comporsi.

 

L'informazione non può riguardare solo l'aspetto architettonico dell'essere costruito, infatti il pensiero è qualcosa che ha una memoria, la quale non potendo trovarsi in un supporto fisico, come per esempio potrebbe essere in un disco duro o la RAM del computer, deve trovarsi in qualcosa che non rimanga nell'IO, informatizzata in un processo che sopravviva al decadimento e rinnovo cellulare. Un processo che non si conosce ancora e che vede il suo manifestarsi in un elemento che non è corporeo.

Nonostante ciò sembra evidente che siano i corpi viventi che si riproducono e creano altri corpi viventi. Potremmo dire che l'entità, base della vita, usi la materia per passare l'informazione. Tu che leggi stai usando il tuo corpo per manifestare delle informazioni contenute altrove. Tu che pensi, sei chi allora? e soprattutto DOVE SEI?

Si immagini anche il processo inverso. Il corpo memorizza delle informazioni che in qualche modo il nostro IO invisibile riesce a recepire e conservare per poi trasmettere in forma incorporea.

Da questo punto di vista il valore etico della nostra parte corporea è quasi perfettamente uguale a quello di qualsiasi altra materia contenuta nell'universo. Il corpo e una pietra sono entrambi costituiti da atomi che hanno lo stesso valore sul piano biologico. Molecole che hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento vitale possono essere state parte costituente della pietra o ne faranno parte.

Da ciò nasce spontanea la domanda se la coscienza sia una manifestazione (o una causa) dell'informazione vitale trascendente il corpo o sia l'espressione della sua azione sui processi cerebrali.

  1. Se si optasse per quest'ultima si concluderebbe che l'IO non sia una costante dell'esistenza ma che venga attivato solo nel momento in cui ci sia un corpo su cui attivarlo; ma quando l'IO è disattivato, nel momento in cui si ha solo il passaggio dell'Informazione, la Vita c'è comunque e quindi l'esistenza umana sarebbe più legata a questa energia primordiale piuttosto che alla sua coscienza soggettiva.
  2. Nel primo caso la coscienza sarebbe indipendente dai processi cerebrali e quindi esisterebbe a prescindere dalla funzione psichica materiale. Questo tipo di coscienza assomiglia un po' a ciò che alcuni chiamerebbero anima.

In entrambi casi si evidenzia come la presenza corporea sia un'opzione della Vita e non la Vita stessa. Questo ci riporta alla visione escatologica di alcuni filosofie religiose secondo cui il corpo sia un mezzo attraverso cui l'essere prosegue la propria evoluzione esistenziale.

Alla luce di tali considerazioni non si può continuare a guardare il mondo fenomenico dei sensi con lo stesso cinismo o antropocentrismo che ha caratterizzato spesso la nostra cultura. Non posso continuare a osservare un ciottolo e dire "noi due siamo diversi" perché non è così.

La nostra Energia vitale convive in questa dimensione con tutto quello che la circonda, viviamo in essa, di essa e con essa. Io non sono IO, come tu non sei TU e voi non siete VOI. Noi siamo NOI, sì!

La cieca esperienza figlia del cinismo aristotelico vede l'individuo come essere indipendente e centro dell'esistenza di se stesso, ovvero "tutto esiste perché io esisto, senza i miei sensi tutto si spegnerebbe". "L'universo gira intorno a me" "sono molto importante". Questa sopravvalutazione della propria presenza corporea spinge ad un'esistenza misera e infelice.

Per questa una ricerca spirituale aiuta a riscoprire ciò i nostri sensi non riescono a percepire e che è la Vera Natura della Vita.

 


Ruggero Di Giovanna

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