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Principi di meditazione con l'Aha

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Spiritualità

Sette sono le chiavi della grande porta
Essendo otto in una ed una in otto
Per prima cosa, sia immobile il suo corpo,
Avvolto nel sudario della volontà,
Rigido come cadavere; così potrai abortire
I bimbi nevrotici che solleticano il pensiero.
Poi regola il tuo ritmo del respiro:
Sia basso, agevole, regolare e lento;
Così che l'esser tuo sa il sintonia
Con il sonno del grande Mare Pacifico.
Terzo: sia pura e calma la tua vita,
Ondeggi dolcemente come una palma in assenza di vento.
Quarto: la volontà di vivere sia legata
All'unico, grande amore del profondo.


Quinto: lascia che il tuo pensiero, divinamente libero
Dai sensi, osservi la sua entità.
Sorveglia ogni pensiero che scaturisce: accresci
ora per ora la tua vigilanza!
Intensa e acuta, volta all'interno, non si lasci
Sfuggire un solo atomo d'analisi!
Sesto: su di un solo pensiero ben fissato
Arresta ogni bisbiglio del vento!
Come una fiamma eretta e immota,
Brucia l'essere tuo in una parola!
Acquieta poi quell'estasi, prolunga
La tua meditazione salda e forte,
Uccdendo anche il Dio, s'Egli si distrae
La tua attenzione dall'atto prescelto!
Infine, soverchiate tutte queste cose,
E' tempo che fiorisca il fiore di mezzanotte!
L'unità è compiuta. Eppure, persino in questo,
Figlio mio, tu non sbaglierai
Se freni l'espressione, se lanci
Lo sguardo alla radice oscura dell'estasi,
Obliando nome, forma,vista, tensione,
Anche di tale alta coscienza;
Penetra fino al cuore! E qui io ti lascio:
Tu sei il maestro. Io rendo omaggio
Al tuo splendore che lontano irraggia,
O fratello dell'Astro d'Argento!

 

tratto da "Aha" di Aleister Crowley del 1919

In questo testo sono ben riassunti alcuni principi basilari del percorso meditativo yogico. Per chi volesse anche solo cominciare a comprendere i benefici delle tecniche meditative è un bene afferrarne le fondamenta teoriche. Da questa summa è poi facile districarsi nelle pratiche che seguono la lezione scritta, quindi assimilare bene questa lezione introduttiva con la promessa di approfondire dopo. Si proseguirà passo per passo:

Sette sono le chiavi della grande porta
Sette sono i passi sotto descritti essenziali per aprire la grande porta della Coscienza; è infatti oltre quella porta che si trova il mondo dello Spirito, l'unico luogo dove l'Anima umana è effettivamente libera; per questo è anche detta porta della Liberazione, inteso come liberazione dell'Anima e dei suoi poteri occulti. Sette sono anche i chakra, i vortici energetici disposti lungo la spina dorsale umana dal coccige sino al di sopra della testa. In essi circola l'energia pranica utile a poter interagire nel mondo materiale attraverso il sottile. Attivare e saper controllare l'energia dei chakra è uno dei scopi della meditazione.

Essendo otto in una ed una in otto
Quando si riesce a risvegliare completamente i chakra essi formano un'unica aura energetica, detta l'ottavo, che si riunisce al mondo ultrasottile generando così l'Uno. In realtà in ogni chakra è contenuta l'essenza degli altri perchè tutti quanto sono composti di essenza divina, la quale si divide in otto ma è sempre Una. Da ogni chakra dunque è possibile risvegliarne un altro, così come da ogni tecnica è possibile intuire l'altra poiché tutte portano alla stessa mèta.

Per prima cosa, sia immobile il suo corpo,
Avvolto nel sudario della volontà,
Rigido come cadavere; così potrai abortire
I bimbi nevrotici che solleticano il pensiero.

L'importanza di ciò che fa il corpo è dovuta al fatto che esso rappresenta, con le sue numerose funzioni, una continua e martellante distrazione per la mente. La giusta posizione, l'asana yogico, rappresenta, in primo luogo, un modo per porre il corpo in una condizione di equilibrio abbastanza confortevole per evitare di soffrire la stanchezza (che prima o poi arriva restando "immobili") e sentire il "bisogno" di fare altro. Per questo occorre raggiungere un totale controllo della volontà sui meccanismi corporali, che non sarà forzato, ma diverrà delicato e naturale come un velo su un cadavere, ovvero sarà il cadavere stesso che non avrà più motivo di muoversi. La posizione corretta permette anche di regolare bene i flussi energetici che scorrono dentro e attorno al corpo: ad esempio la schiena allineata in posizione verticale con la testa aiuta una maggiore funzionalità dei chakra; le caratteristiche posizioni delle dita permettono un corretto circolo energetico dato che esse sono il mezzo principale da cui fuoriesce il prana; evitare l'incrociamento degli arti e delle estremità in genere permette di regolare i campi di forza dell'organismo, anche se per le gambe potrebbe esserci eccezione. Quando si cerca di tenere l'attenzione il pensiero è distratto da migliaia di immagini che si intrufolano senza che la volontà riesca a controllarle, proprio come dei bimbi nevrotici che si ha difficoltà a zittire (è un'analogia tipica nell'ambito religioso indiano).

 


Poi regola il tuo ritmo del respiro:
Sia basso, agevole, regolare e lento;
Così che l'esser tuo sia in sintonia
Con il sonno del grande Mare Pacifico.
Regolare il respiro , tra gli svariati vantaggi per la salute, aiuta a rilassare il corpo e a rendere la mente meno suscettibile di un'eccessiva attività, così da permettere un maggior controllo dei pensieri ed una predisposizione a percepire più verosimilmente la realtà, spogliata adesso dei filtri cerebrali. Il respiro ha la particolare caratteristica di essere sia volontario che involontario, esso è l'unica funzione di cui si rimane consapevoli per l'intera vita ed è un elemento che entra in stretto rapporto con il proprio essere; secondo lo yoga è tramite esso che si percepisce il prana, per questo gli esercizi di respirazione sono detti "Pranayama". Le tecniche di respirazione sono tra le più comune forme di meditazione, specialmente in Asia; ad esempio il Buddha utilizzò e insegnò il segreto del respiro per raggiungere l'illuminazione, per raggiungere quello stato in cui l'essere è calmo e paziente come la vasta distesa d'acqua che separa i continenti, ma che conserva tutta l'imperiosa forza che può scatenare un Oceano. Quando scrive "basso" si intende il respiro tramite la parte bassa del tronco, ovvero tramite il diaframma, e non la respirazione polmonare che quasi tutti oggi giorno continuano erroneamente ad eseguire meccanicamente; curiosamente non ci fu più ignorante di chi disse "petto fuori e pancia in dentro".


Terzo: sia pura e calma la tua vita,
Ondeggi dolcemente come una palma in assenza di vento.
È basilare evitare emozioni che possano distrarre la meditazione e seguire un'etica in linea con la propria maniera di vedere il mondo sembra essere un ottimo metodo. Ciò non significa rispettare una morale già esistente rubacchiata in qualche testo religioso, perché se anche grandi maestri spirituali hanno cercato di trovare delle "leggi" etiche ideali per tutti gli uomini, ogni persona vive su una propria lunghezza d'onda e rispettare forzatamente un'idea che non è sulla stessa propria frequenza risulterebbe una distrazione peggiore che restando amorali. "Fà ciò che vuoi", questa è la legge della vita, nel senso di rispettare quello che è il vero volere dell'anima nascosto sotto una montagna di false e marce idee talvolta dette desideri.


Quarto: la volontà di vivere sia legata
All'unico, grande amore del profondo.
Nell'equivalenza <Amore è Dio> è la chiave del mondo invisibile e della ricerca umana. Vivere secondo l'Amore, quell' Amore nascosto all'interno di se stessi che, come insegnava Socrate, non aspetta altro di essere trovato (e non cercato, perchè è risaputo che è lì) e tirato fuori dalle profondità dell'essere. Hermes Trismegisto avvertiva "come in alto, così in basso" e Dio-Amore può essere trovato nell'infinità dello spazio dell'Universo, o, più facilmente, a qualche palmo di nulla dentro di sè. È sempre il medesimo, l'unico, l'Uno.


Quinto: lascia che il tuo pensiero, divinamente libero
Dai sensi, osservi la sua entità.
Sorveglia ogni pensiero che scaturisce: accresci
ora per ora la tua vigilanza!
Intensa e acuta, volta all'interno, non si lasci
Sfuggire un solo atomo d'analisi!
Qui comincia la parte analitica e strettamente mentale. Lo scopo è proprio quello di frenare tutti i pensieri, capire perché il cervello tende a creare continuamente collegamenti sinaptici indipendenti dalla volontà, in breve osservare se stessi (intesi come Io-pensiero) finalmente liberi dalle distrazioni dei sensi ed infine controllare i processi intellettivi e saperne guidare coscientemente la nascita, l'evoluzione e la scomparsa. Si provi anche per un solo istante a non pensare, ci si renderà presto conto che già dopo qualche secondo la mente avrà cominciato a viaggiare altrove e avrà ancorato decine di pensieri diversi. La vigilanza di questi sarà intensa e acuta all'inizio, ma dopo molta pratica potrà allentarsi ché la mente sarà ben educata. Un'assenza di attività mentale genera uno stato di assoluta recettività interiore, per cui sarà più facile ascoltare ciò che viene dal basso, oltre che dall'alto.


Sesto: su di un solo pensiero ben fissato
Arresta ogni bisbiglio del vento!
Come una fiamma eretta e immota,
Brucia l'essere tuo in una parola!
Acquieta poi quell'estasi, prolunga
La tua meditazione salda e forte,
Uccdendo anche il Dio, s'Egli distrae
La tua attenzione  dall'atto prescelto!
Una volta ben appreso il punto cinque sarà agevole focalizzare il pensiero su un elemento soltanto. Può essere scelta qualsiasi cosa, essa sarà l'obiettivo del nostro essere e per raggiungerla si dovrà abbattere il proprio Ego, nella meditazione non esistirà più l'Ego, esso è troppo critico, bisogna abbandonarsi nell'infinità della coscienza come una goccia si scioglie nell'oceano. La goccia potrà pensare di essere unica e distinta ma farà sempre parte di un Tutto più grande e solo il rendersene cosciente la renderà veramente libera e reale. L'attenzione può essere concentrata anche su di un suono emesso personalmente, generalmente un suono profondo, costante e indefinitamente ripetuto, detto notoriamente Mantra. Tra i più conosciuti si ricorda l' OM cantilenato dai monaci orientali. Esso ha sia lo scopo che è stato descritto intorno alla funzione del respiro sia quello di bruciare l'ego in un battesimo spirituale che indica il raggiungimento dell'ebbrezza divina. Lo stato meditativo dà i suoi frutti soprattutto nel suo mantenimento e, credendo in ciò che si vuole raggiungere, guidati dal proprio sacro spirito ancestrale, non si abbia paura di portarlo a termine pure che lo stesso dio si pari davanti ad ostacolare il cammino, esso non sarà il vero Dio ma un bambino nevrotico mascherato da una delle divinità che ingannano la mente. Tumulando Machiavelli "Il fine giustifica i mezzi quando gli intenti sono sacri".


Infine, soverchiate tutte queste cose,
E' tempo che fiorisca il fiore di mezzanotte!
L'unità è compiuta. Eppure, persino in questo,
Figlio mio, tu non sbaglierai
Se freni l'espressione, se lanci
Lo sguardo alla radice oscura dell'estasi,
Obliando nome, forma,vista, tensione,
Anche di tale alta coscienza;
Penetra fino al cuore! E qui io ti lascio:
Tu sei il maestro. Io rendo omaggio
Al tuo splendore che lontano irraggia,
O fratello dell'Astro d'Argento!
Giunti prima del completamento, non sarà l'Uomo a giungere all'Illuminazione ma sarà essa a venir da lui. Il fiore di Loto si schiuderà da solo quando tutte le condizioni saranno favorevoli e questo avverrà di notte, alla fine del giorno che rappresenta il cammino evolutivo. L'Unione Uomo-Dio ha avuto luogo, il dualismo è abolito in ogni sua manifestazione; lo Spazio e il Tempo cessano il loro divenire.  Non è possibile parlare molto di questa condizione dell'essere,detta anche Samadhi,  in quanto non esistono, almeno nella lingua italiana, parole veramente appropriate che possano anche solamente far immaginare una parte di essa, l'esperienza sarà l'unica maestra. Comunque mai allentare il filo dell'attenzione e della coscienza, soprattutto quando si è raggiunto uno stato di coscienza superiore e più facilmente si può peccare di presunzione e altrettanto facilmente si può rimanere ingannati dalle proprie illusioni come in un incantesimo fatto di un' invisibile ragnatela. Il Samadhi non è la fine, oltre c'è qualcosa detto Shivadarshana, il Nulla positivo, distruttore di tutto ciò che era, ma mi esimo dal dir altro evitando così di parlar per detti e leggende. Lo si scoprirà insieme. Infine un'indicazione che può apparir semplice e scontata, ma non lo è: Tu sei il maestro. Normalmente tutte le religioni come le scuole spirituali hanno dichiarato come fosse indispensabile la presenza di un maestro, un guru o un prete. Mister Crowley, solito prendere le distanze da qualsiasi organizzazione dogmatica, anche occultista, dona questa potente chiave di lavoro spirituale: non avete più bisogno di un maestro, in ognuno di voi brucia la scintilla divina e ciascuno di voi ha il potere di osservarsi, quindi meditate e troverete. Ovviamente l'aveva già fatto conoscere al mondo l'immancabile Socrate, ma la memoria umana è come uno scolapasta arruginito. Per questo aggiungerei che, prima di meditare (e di fare qualsiasi cosa), ricorda di ricordare. Ogni persona illuminata diffonde, appunto irradia, forti vibrazioni in frequenza d'onda col proprio stato iperumano così che persone ed eventi saranno influenzati dalla sua aura magica. Non è necessario a tal proposito insegnare alcuna cosa a niuno, poiché è sufficiente stare immobili nel proprio stato contemplativo per modificare il mondo e l'umanità.

 

Nota: L'Astro d'Argento, conosciuto anche come A∴A∴, è l'ordine magico fondato da Crowley nel 1907.

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