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La collera come anti-depressivo

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Energie e risorse dell'Uomo

A volte, quando percepiamo un sentimento di insoddisfazione interiore, un vuoto esistenziale che ci fa dimenticare il piacere del vivere e la gioia di un'attitudine ottimista, uno scoraggiamento si impossessa di tutte le nostre membra, fino a occuparne il cuore e lo stomaco, oltre che la mente. Uno dei sistemi per per non farsi sopraffare dalla depressione è quello di adirarsi. Esatto, essere arrabbiati è meglio che essere depressi, e per divenire delle furie ci vuole una buona ragione, una ragione che convinca soprattutto la nostra logica anche se non convince appieno il nostro Io incosciente. Per questo ci si aggrappa a qualcosa di negativo, si ricerca nelle esperienze passate qualcosa e soprattutto qualcuno che ci ha fatto del male e che merita il nostro rancore.

Ciò ci costringe a dare molta importanza all'evento o l'esperienza presa in considerazione, per poter essere genuinamente arrabbiati nei confronti di qualcosa che crediamo importante. Non si possono provare delle forti emozioni e dei forti sentimenti verso qualcosa di cui non importa nulla.

Questa tecnica assolutamente naturale alla specie umana non è negativa in sé, ma può essere molto dannosa se non si tiene in mente che la sua efficacia è valida solo e solamente se la sua durata sia temporanea e che venga molto presto sostituita da stati mentali migliori.

 

Infatti dare troppa importanza ad un evento che ci rende furiosi potrebbe non farci più uscire dalla spirale dell'odio facendo temporeggiare lo stato d'animo in un limbo di negatività che non può portare nulla di buono, ma solamente altri problemi.

Le connessioni mentali sono abituate spesso a rimanere sugli stessi schemi cerebrali cosicché se non è una spinta cosciente a cambiare le immagini cerebrali, queste si imporranno con forza senza lasciare un minino di tregua.

Quindi togliere l'importanza che avevamo dato all'evento che ci aveva permesso la genesi dell anostra collera, consapevoli che l'obiettivo era solo quello di superare una tappa emotiva e che ottenuto l'obiettivo, interrompere quella che potrebbe diventare un'abitudine pericolosa.

Infatti, forse non ve ne siete accorti, ma la più parte della gente applica questa tecnica tutti i giorno per i motivi più disparati e molti di loro sono già in quel ciclo deleterio che ha adombrato il loro buon senso, perduto perché nessuno ha avuto più il coraggio di andarlo a cercare.

 

Ruggero Di Giovanna

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