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Come ho ucciso Bastian Contrario

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Energie e risorse dell'Uomo

ovvero come abbandonare il controproduttivo senso della contrarietà aprioristica

Non è raro nella società odierna riconoscere nel carattere di ognuno di noi un più sempre consistente senso della contrarietà, il cui termine indica l'attitudine a rapportarsi con il simile adottando un comportamento tendente a controbattere e criticare in ogni caso il pensiero e le azioni altrui. Se si soffre di questo male perverso lo si applicherà in tutte le situazioni in cui ci si viene a trovare: a lavoro con i colleghi, a casa con i familiari, in special modo con il partner, fuori con gli amici e poi con i propri rappresentanti politici, ogni persona e perfino animale o pianta con cui si ha un qualsiasi rapporto ed infine con uno degli individui più vicini e più insospettabili ma con cui ci si dibatte più che con ogni altro, se stessi.

 

Da quando è appena concepito fino a quando inizia a comprendere l'uso della parola il cucciolo d'uomo vive in un mondo meraviglioso. Entusiasta di questa nuova vita e dimentico della precedente assapora con il massimo gusto tutto le sensazioni psichiche, fisiche e forse spirituali che giungono alla sua sensibilissima percezione. Si potrebbe dire che il bimbo non vede né il bicchiere mezzo vuoto né quello mezzo pieno, egli vede un oceano trasbordante di vita.

Imparare a parlare e quindi a comprendere chi parla non è in origine un evento negativo , ma oggi in parte lo è. In primo luogo il piccolo infante inizia a comprendere il significato del prima incomprensibile borbottio dei genitori sia per le frasi indirizzate a lui stesso sia per i discorsi esterni che sente produrre. Il più delle volte questo si traduce nella percezione dell'estrema negatività emanata dal papà e la mamma. Mentre il bimbo nella fase senso-motoria, come la chiamano tristemente gli psicologi, è incline ad accomodarsi alla realtà percepita lasciandosi trascinare con spirito, mente e corpo nelle onde del grande universo, nella fase successiva dell'apprendimento del linguaggio egli comincia ad interagire sempre più attivamente mettendo in funzione la parte logico-razionale.

 Quest'ultima agisce soprattutto in rapporto alle informazioni percepite, inizialmente dai genitori, poi dagli altri familiari, tutori, maestri di scuola, compagnetti, et cetera. Accortosi che il mondo non è così paradisiaco come lo immaginava quando era tranquillo cullato sulle braccia dell'invincibile mamma, con i suoi seni sempre pronti a sfamarlo del miglior nettare degno della mensa di qualsiasi dio, comincerà ad imparare una serie di comportamenti per difendersi da questa tutt'ad un tratto ostile realtà. E qui inizia il grande dramma. Infatti il fatto che si apprenda come sopravvivere nel mondo fisico e come dispegarsi nel mondo psichico è un bene, ma nella società odierna il senso della negatività impregna quasi ogni cosa e persona e più il bebé cresce e diventa un adolescente più egli ne sarà colmo e il suo atteggiamento nei confronti di essa si sarà trasformato in un bicchiere mezzo pieno, conservando miracolosamente la speranza nella buona metà. Ma il processo di perversione continua sempre più in una spirale inabissante in cui la mente non ben preparata o educata si perderà come in un limbo infernale. È lì che dal bicchiere mezzo vuoto se ne otterrà uno vuoto vuoto.
Bicchieri mezzi pieni

 

In maniera semplicistica, da questo atteggiamento difensivo nei confronti della vita si modella un carattere che di fronte ad una nuova situazione porta ad analizzare per primi gli aspetti negativi e dunque le eventuali conseguenze dannose e solo dopo gli aspetti positivi. Spesso la permanenza di uno stato di stress psico-emotivo e nervo-fisico causa una perdita della seconda parte parte ovvero una forza invisibile (invisibile ai più) sforza talmente tanto la psiche che dopo aver analizzato tutto il negativo ci si dimenticherà di guardare anche la parte positiva. Oltre a ciò, partire con il negativo innesca una serie di meccanismi e conseguenze che obbligheranno a seguire la strada della perdizione. Ad esempio iniziare un discorso incentrato sull'avversità di un evento porta a dover parlare delle sue conseguenze, delle reazioni da intraprendere, delle critiche associate e tanti altri aspetti che legheranno l'un con l'altro tutti gli eventi cosicché alla fine si rimarrà stupiti del come si sia finiti con l'affrontare un argomento così differente da quello d'origine.

Tao

 

L'atteggiamento di guardare il negativo non è necssariamente un male. Come insegna il Tao te Ching bisogna fluire attraverso la realtà cogliendo il bene e il male nei loro intrecci e non guardandoli come entità assolute. Se per esempio vi trovate in pericolo, siete appesi ad un ramo e sotto di voi un burrone e dovete intraprendere un azione per salvarvi la vita potete riflettere secondo due possibilità generalmente:

 

  1. Sto per morire, non devo morire. Se faccio così rischio di cadere e muoio, se faccio colì posso salvarmi, ecc.
  2. Sono in una situazione in cui rischio di morire. Faccio il meglio che posso per uscirne vivo. posso fare così e potrei salvarmi così , faccio colì e potrei riuscire a salvarmi, ecc.

Spero che possa essere chiara la differenza. Il primo atteggiamento è di paura, sconfitta previsione del negativo. La seconda è un'accettazione del pericolo, e quindi della paura, a cui segue un'analisi per la salvezza che considera anche il negativo, e non solamente. Pensare a come salvarsi è parecchio più utile che pensare a come non morire.

Nonostante ci siano molte situazioni in cui un atteggiamento mentale di difesa possa essere utile la abietta cultura contemporanea ha abituato/forzato/costretto gli abitanti terrestri ad assumere tale atteggiamento in qualsiasi situazione. E fondamentalmente è qui l'errore.
Ecco la parte del ragionamento che mi interessa mettere in luce: quando si parla con un simile in un'atmosfera di serenità o comunque di non avversità non si ha strettamente bisogno, salvo rare eccezioni, di assumere un atteggiamento di difesa, per cui non si è obbligati a cercare di trovare in primis il lato negativo del discorso dell'interlocutore, pena la morte. Invece è proprio quello che accade:

Il Bastian Contrario (BC) ancor prima che il proprio interlocutore abbia iniziato a parlare è pronto a cercare e trovare ciò che non sia giusto in quel discorso. Attento a cercare ciò che non quadra, che non sia logico, razionale o comunque non in linea con la sua propria idea della realtà. Per questo in titolo trovate la parola aprioristica riferita alla contrarietà.
Potrete facilmente notare come questo atteggiamento sia trasferito in ogni azione della propria vita quotidiana. Il BC analizzando un qualsiasi progetto cercherà prima tutto ciò che non va. Se prepara un piatto di cucina dirà "ci manca questo e quest altro" dando per sottinteso che il resto è buono (forse).
Chiarito questo passaggio e sapendo che la Verità a livello umano non è un'entità Assoluta, per cui tutto lo scibile umano è imperfetto e criticabile, il BC troverà sempre qualcosa da criticare o che non va bene perché egli navigherà nel mondo dove tutto è possibile e dicibile. La cosa buffa è egli avrà lo stesso atteggiamento nei confronti di se stesso e non sarà difficile trovare un BC che si contraddice spesso.

Mi preme dire che non esiste una classificazione del tipo : le persone BC e le persone che non lo sono. Esiste un Bastian Contrario in ognuno di noi. Potrà essere più piccolo, più grande, ma sarà sempre lì pronto ad inquinare l'anima divina che ci contraddistingue.
Osservate voi stessi:

  • quando il vostro partner vi parla, cosa pensate di evidenziare nei suoi discorsi, ciò che vi è di buono o di sbagliato?
  • quando lasciate un commento in un blog su un articolo ne analizzate ciò che non va, ciò che manca e ciò che avrebbe dovuto esserci scritto secondo voi?
  • Dite spesso frasi come : Secondo me non è così oppure non è come dici tu, ascoltami ?
  • quando assaggiate una pietanza cucinata da un amico, gli fate notare da subito quello che non va?
  • ecc.

LA SOLUZIONE

Uccidere il proprio BC è più semplice di quanto si possa immaginare. Sarebbe già un gran risultato evitare di cercare e di criticare i BC per il fatto che essi sono così. L'unica strada è in un lavoro nei confronti di se stesso. È un traguardo insormontabile convincere un BC. È parecchio più efficace imparare da sè, vivere nel mondo e irraggiare la propria positività ed energia benevola. Gli altri nostri fratelli terrestri verranno attratti dal nostro cuore purificato. Questa è una certezza. Di contro è un bene far conoscere il proprio percorso e i propri traguardi, ma non presentarli mai come consigli, ma come anfore di esperienza da cui ognuno è libero di raccogliere ciò che ritiene più utile trasformandolo lui stesso in un consiglio. Esattamente come ogni mio articolo è un anfora da cui ognuno è libero di prendere ciò che vuole, anche nulla.

Bisogna partire dal principio che un atteggiamento positivo rafforza la nostra positività solo per il fatto che esiste. Lasciare la mente in uno stato di disponibilità, collaborazione, empatia aiuta incredibilmente la psiche ad avere una più corretta visione della realtà e al nostro spirito un più corretto allineamento con il divino fluire della vita.

Essere sempre pronti a evidenziare gli aspetti positivi, specialmente all'inizio, poi misurare l'importanza di un analisi e dissertazione degli elementi negativi. Ovvero spesso anche se razionalmente possa essere un discorso corretto occuparsi degli aspetti negativi può rivelarsi assolutamente inutile e deleterio.
Voglio fare un piccolo ex-cursus su un tema ben più complesso ma che si lega in un punto al nostro, tutto in difesa del sesso femminile: nonostante io creda che le anime siano asessuate e che quindi le differenze sessuali siano esclusivamente biologiche, le donne culturalmente e (solo forse biologicamente) sono abituate più sovente degli uomini a lasciarsi trainare dalle proprie sensazioni emotive. Questo le porta a reagire malamente a dei comportamenti maschili razionalmente perfetti ma che hanno turbato la loro sensibilità. Questo è un evento importante e io personalmente ho una teoria molto opinabile secondo la quale questa goccia di istintivismo emotivo sopravvissuta attraverso gli eoni dell'evoluzione serva all'organismo Umanità a non perdersi troppo nell'abisso dello sterile, quando solo, razionalismo.

È un esempio per far comprendere che anche quando sembra che abbiamo sicuramente ragione non è forzatamente necessario esternare le nostre certezze. Ecco L'importanza dell'importanza.
Saper ascoltare le reazioni emotive altrui è un bene prezioso, che se ne faccia uno scopo.

Ripetere il più possibile l'esercizio di vedere il bene nelle azioni altrui, a partire dai nostri cari. Un lavoro condiviso spesso è risultato molto efficace. Una volta automatizzato l'atteggiamento ricettivo (non per nulla riconosciuto come femminile nelle culture di tutto il mondo), pronto ad ascoltare e condividere per costruire, si potrà entrare nel grosso intreccio del bene e del male sapendo saggiamente distinguere quando sia il caso di far emergere un lato nero piuttosto che bianco e si potrà finalmente vedere l'universo non come l'eterna battaglia tra il Male e il Bene, ma come un tra essi trascendentale gioco le cui regole il divino creatore non ha ancora deciso a farci concepire.

Molto spesso un individuo BC viene confuso come qualcuno troppo egoista, idea che non mi sento di condividere, infatti spesso lo scopo teorico del BC è quello di essere il più preciso possibile, di togliere i difetti, appunto creare qualcosa che non abbia difetti. Questo può essere fatto o togliendo del negativo o aggiungendo del positivo. Ovviamente avrete ora capito che soprattutto la seconda soluzione è quella ideale.

Ecco come ho ucciso Bastian Contrario

 

Ruggero Di Giovanna

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