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La pasta: bene o male?

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Energie e risorse dell'Uomo

Il rapporto tra pasta e salute è un argomento che gli italiani hanno sempre preferito non affrontare in maniera scientifica, ci si è limitati nei secoli a vivere delle stesse dicerie; ma è bene che tutto sia detto in verità, oltrepassando tutti i limiti imposti dai luoghi comuni.
È incredibile scoprire che negli anni passati siano stati condotti veramente pochissimi studi seri su quest'alimento, uno dei più consumati, non solo in Italia. Solo recentemente la ricerca scientifica gli ha dedicato un po' del suo infinito potenziale spazio.
Ecco ciò che ne risulta attraverso le conoscenze attuali. Data la lunghezza dell'articolo chi vuole può passare direttamente alle conclusioni a termine.

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Il Ciclo Esserico

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Energie e risorse dell'Uomo

Quando misi a punto la teoria sul fenomeno dei cicli emotivi (allora li chiamavo semplicisticamente così) non ero a conoscenza dell'esistenza di una moderna teoria dei bioritmi, che in parte vi trova delle similitudini. Ricercando un po' e addentrandomi nella storia delle antiche conoscenze e delle vecchie scienze e filosofie, non rimasi stupito di trovare molti segni di un pensiero che si riallacciava molto a quello che avevo osservato e studiato. Questo avviene perché da parecchie migliaia di anni l'Uomo non è sostanzialmente cambiato, né nel corpo, né nello spirito, né nell'anima e quello di cui io ho fatto una teoria non è affatto una teoria, ma una constatazione di quello che accade e per cui basta avere dei buoni occhi che sappiano guardare, gli occhi dell'anima. Il ciclo del giorno e della notte è qualcosa che tutti possono osservare e per questo il divino ha donato la vista all'essere umano.

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La felicità nascosta

Scritto da Osho Raijnesh. Postato in Maestri

...Ti hanno ripetuto in continuazione , ti hanno insegnato in continuazione che è sbagliato essere gioioso e che è giusto essere infelice. Forse non te l'hanno detto in modo così diretto ma indirettamente ti hanno condizionato e ipnotizzato a essere infelice. Pertanto hai cominciato a pensare che l'infelicità è lo stato naturale delle cose. Sei circondato da gente infelice, l'infelicità abbonda, tutti sono infelici. Sembra che l'infelicità sia lo stato naturale delle cose.
Quando nascesti eri un bambino felice, come lo sono tutti i bambini. Non è mai accaduto altrimenti, mai. Quando nasce, un bambino è felice, completamente felice. Ecco perché i bambinisembrano egoisti: pensano solo a se stessi e non si preoccupano del mondo. E sono felici con piccole cose. Una farfalla in giardino: la loro gioia e la loro meraviglia sono complete; con piccole cose, con niente, ma sono felici, naturalmente felici.
Ma noi, piano piano, storpiamo la loro felicità, la distruggiamo. Non siamo capaci di tollerare tanta felicità. Il mondo è molto infelice e noi dobbiamo prepararli per il mondo. Così cominciamo a indrottinarli, dicendo: il mondo è infelicità, non puoi permetterti di essere felice, la felicità è solo una speranza, come potresti essere felice? Non essere tanto egoista! C'è talmente tanta infelicità dappertutto; devi partecipare del dolore altrui, devi rispettare il dolore degli altri!

 

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La parabola delle pecore e il loro custode

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Conoscenza

Homo faber est suae quisque fortunae, tantum cum sapis.

Nel mondo cristiano molti conoscono la parabola della pecorella smarrita, ma pochi sono a conoscenza di una storia raccontata nel mondo sufi parecchi secoli fa ed è quest'ultima che porrò alla nostra attenzione adesso.

 Una volta c'era un uomo che allevava delle pecore e ne faceva latte, formaggi e carne da mangiare. Il gregge era molto numeroso, infatti egli era molto ricco, ma era tanto ricco quanto avaro e dunque non aveva voluto mettere un recinto, non aveva assunto pastori che se ne occupassero e non badava troppo alla loro sussistenza. Conseguenza era che i poveri animali solevano perdersi, finire preda di altri predatori, cadere nei precipizi o semplicemente trovare la propria strada per non tornare mai più. Non di rado capitava anche che, accortisi delle malevoli intenzioni carnivore del padrone, fuggissero da lui non vedendo chiaramente piacevole una loro dipartita per compiacere i suoi gusti culinari. Ad egli non piaceva questa situazione ma non per nulla aveva intenzione di uscire un denaro. Così trovò un'altra soluzione.
La leggenda vuole che quest'uomo fosse anche un mago molto potente.

 Decise di ipnotizzare le proprie pecore e, come prima cosa, le convinse di essere immortali, cosicché non sarebbe stato brutto sgozzarle e mangiarle ed anzi sarebbe stato un piacere. Le convinse anche  che egli era un padrone buono che le amava tutte e avrebbe fatto qualsiasi cosa per loro. Gli fece capire che qualsiasi cosa potesse accadergli non sarebbe accaduta in quel momento, quindi non aveva senso pensarci e crearsi dei problemi. Infine compì la sua opera più immaginifica e diabolica e spiegò ai nuovi ovini che essi non erano per nulla delle pecore, ma altro così che alcune di esse si credevano dei lupi, altre delle aquile, dei leoni, degli uomini e alcune perfino dei maghi.

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Kefir d'acqua, benessere da condividere

Scritto da Dario Vancardo. Postato in Energie e risorse dell'Uomo

Fino a poco tempo fà, non avevo nessuna concezione di cosa fosse il kefir d'acqua e di quali proprietà incredibili si potesse fare vanto questa sorprendente e ultra millenaria bevanda di origini caucasiche.
Come spesso accade, la scoperta è stata puramente casuale, in quanto la prima volta che ebbi il piacere di assaporare il gusto leggermente frizzante e alcolico del kefir, è stato non più di due mesi fa, durante una piacevole serata a casa di amici. Devo premettere che caratterialmente non sono la persona adatta per scoprire nuovi sapori e degustare bevande delle quali non conosco l'origine, ma quella sera incuriosito, decisi di provare questo portentoso elisir.  
Durante una conversazione, mi presentarono la tipica bottiglia di vetro da uso domestico e da bevanda artigianale; i primi dettagli visibili furono : colore del liquido giallo-arancione, precipitati presenti sul fondo, e temperatura fredda. Assaggiai il Kefir con cautela, quasi con ostilità, ma non appena deglutii le prime sorsate, scoprii un sapore particolare, leggermente acidulo, frizzante e con un delicatissimo retrogusto di miele.
Incuriosito e piacevolmente sorpreso dal sapore del kefir, chiesi alcune informazioni circa le origini di questa bevanda ad alcune delucidazioni riguardo al processo produttivo della stessa.

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Il neoliberismo contro il progresso

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Uomo sociale

MeccanicismoLe teorie che pongono le basi al sistema economico sociale in cui viviamo noi europei/occidentali sono varie e multiformi. Tra queste il neoliberismo ha fatto molto parlare di sé, sia per lo spazio sempre più vasto che si è circoscritto nel mondo odierno, sia per le sue presunte qualità e innovazioni positive, spesso criticate da tante persone del mestiere e che non hanno ricevuto un corrispettivo nella qualità di vita dei popoli, i quali vedono con l'avanzare dei decenni un peggioramento continuo delle proprie potenzialità economico-finanziarie e più generalmente delle condizioni di vita.

Essendo il tema variegato e complesso mi limiterò a analizzare gli effetti della pratica neoliberista nei confronti del progresso, intendendo per tale termine l'evoluzione, lo sviluppo positivo delle scienze e delle tecniche nonché il miglioramento dello stato sociale e collettivo collegato ad una visibile ottimizzazione della condizione umana.

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Il senso della collettività e dell'azione

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Uomo sociale

Mondo UnitoUn sant'uomo ebbe un giorno da conversare con il Divino e gli chiese: – “Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno”. Il Divino condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno. C'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l'Inferno”. Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio: “Non capisco!”.

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Riabilitazione dell'antica scienza

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Conoscenza

Molti scienziati e filosofi moderni hanno spesso sottolineato l'inadeguatezza delle antiche teorie così da scartare le idee di vecchi filosofi perché antiquate e primitive. Infatti dopo le innovazioni degli ultimi secoli essi sono giunti a scoperte che, a loro avviso, gli antichi non potevano concepire non avendone gli strumenti adatti. Questa purtroppo è una visione che accomuna tutta la comunità scientifica moderna, in tutti i campi del sapere, cosicché quando si parla dei grandi pensatori del passato l'abitudine fa sì che essa ne discuta come di un mito o una favola o, nel migliore dei casi, come di un germe incompleto di un futuro pensiero complesso. Una piccola parte di pensatori attuali è invece convinta che non solo le teorie degli antichi filosofi siano più che attuali, ma che addirittura alcune di esse siano talmente aldilà della nostra capacità intellettiva e della nostra sapienza pratica che non siano state ancora comprese e che solo uno sviluppo maggiore della nostra conoscenza potrà farci capire in un indeterminato futuro la grande portata della verità in esse insita. Questa incomprensione nasce da un insieme di errori interpretativi di vasta tipologia, di cui, tra i più importanti, distinguiamo:

 

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Principi di meditazione con l'Aha

Scritto da Ruggero Di Giovanna. Postato in Spiritualità

Sette sono le chiavi della grande porta
Essendo otto in una ed una in otto
Per prima cosa, sia immobile il suo corpo,
Avvolto nel sudario della volontà,
Rigido come cadavere; così potrai abortire
I bimbi nevrotici che solleticano il pensiero.
Poi regola il tuo ritmo del respiro:
Sia basso, agevole, regolare e lento;
Così che l'esser tuo sa il sintonia
Con il sonno del grande Mare Pacifico.
Terzo: sia pura e calma la tua vita,
Ondeggi dolcemente come una palma in assenza di vento.
Quarto: la volontà di vivere sia legata
All'unico, grande amore del profondo.

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